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La storia
Il comune di Nus, situato nella media Valle sulla sinistra orografica della Dora Baltea, ha una superficie di 57 Kmq. e conta oggi circa 2.900 abitanti. Il suo territorio si estende dai 499 m. s.l.m. della Dora Baltea che lo separa dal comune di Fenis oltre - oltreché, più a monte, dal comune di Saint-Marcel, ai 3.504 m. di quota della Becca de Luseney che segna un punto di confine con i territori comunali di Bionaz e di Torgnon. Tra gli altri comuni confinanti vi sono ad Est quello di Verrayes, ad Ovest, Quart e, per un fronte molto esiguo: Oyace.
Relativamente al suo insediamento mancano notizie certe ma non v'è dubbio che Nus ha origini antiche. Non mancano tracce di insediamenti dell'età del Bronzo-Ferro, nel vasto castelliere a valle della frazione Lignan di Saint-Barthelemy, dove, ad una quota situata tra i 1.500 ed i 1.541 m., molto verosimilmente esisteva un abitato a pianta ellittica con capanne radiali, un santuario e vi si svolgeva un'attività mineraria o, addirittura, di epoca preistorica (tra il III° ed il II° millennio avanti Cristo) i cui ritrovamenti, pur non riguardando parti del territorio comunale di Nus, ne distano poche centinaia di metri (la necropoli eneolitica di Vollein, in comune di Quart, scoperta nel 1968) e fanno ritenere probabile la presenza di consistenti insediamenti nella zona.
Il nome di Nus è di derivazione romana e proviene da "ad nonum (ab Augusta) lapidem" che indicava la distanza in miglia romane - nove - tra la "castra" di Aosta e la "mansio" stessa di Nus. I rinvenimenti di laterizi e di altri oggetti - tra cui monete e medaglie tra i resti del castello detto" di Pilato" - di epoca romana, sono stati segnalati da eminenti storici quali E. Aubert e C. Promis. e, più recentemente, da illustri archeologi e ricercatori.
Le notizie storiche certe sono molto scarse sia per l'epoca romana che per quella medioevale. Esiste comunque un documento che, in riferimento alla fondazione della Diocesi di Aosta, avvenuta nel 346 d. C., cita fra le parrocchie quella di Nus la cui esistenza è certa sin dall'anno 600 e con ogni probabilità l'edificio parrocchiale sorgeva già dove si trova attualmente.
Tra l'XI° ed il XVIl° secolo, Nus sarà sede di una delle più importanti ed antiche signorie feudali della Valle d'Aosta: i "Seigneurs de Nus", appunto. Sono citati, nella "Carta delle Franchigie" concesse da Tommaso I° di Savoia nel 1191, tra le famiglie di più alto rango dell'epoca, la quarta in ordine di importanza della nobiltà del Ducato di Aosta. Nel XII° secolo i "de Nus" costruiscono un castello - sarà noto ai giorni nostri come il castello di Pilato - all'inizio della parte occidentale del borgo, a protezione del borgo stesso ed in posizione strategica per il controllo dei traffici di transito. Nel XIII° secolo è fondata la parrocchia di Saint-Barthelemy ed al borgo viene costruito un ospizio che però in un documento del 1413 è già descritto in rovina, così come, risulta bruciato il vecchio castello del borgo. Nel 1595 ne viene costruito un altro, sulla collina, resisterà fino ai giorni nostri: porta ancora il nome di castello dei "Seigneurs de Nus".
Di quegli anni, tra le costruzioni importanti, devono essere citati il "Ru de Joux" (XIV° secolo), un canale d'irrigazione che prendendo l'acqua dal torrente Saint- Barthelemy permetterà di irrorare prati e pascoli di Verrayes e Nus ed il Santuario di Cuney edificato nel 1661 in un luogo di culto già esistente (la cappella è del 1650). Alla morte di Giorgio Filiberto Maria de Nus, avvenuta il 4 dicembre 1736 senza eredi maschi, si estingue, di fatto, la famiglia dei "de Nus" ed il feudo passa alla Casa Savoia.
Inizia per Nus, in particolare per il borgo, un periodo di decadenza. Documenti del settecento descrivono le case lungo la via principale in evidente rovina perché i loro proprietari non hanno più possibilità finanziarie per mantenerle e Jean Baptiste de Tillier nel 1740 scrive che i pedaggi delle merci, a Nus come altrove, rendono molto poco "surtout depuis la diversion du passage des grandes voitures". La parte alta del territorio comunale regge meglio all'azione di degrado, è economicamente dotata di autosufficienza e può praticare scambi, attraverso i colli, con Quart, Valpelline, Verrayes, Torgnon, ecc.
Né la rivoluzione francese, né tre "insurrections des socques" produrranno grandi scosse a Nus.
A poco a poco la comunità si riprenderà: nel 1886 ad Aosta arriverà la ferrovia, qualche anno dopo Nus avrà la stazione ferroviaria, importanti industrie si installeranno ad Aosta, a Chàtillon, a Saint-Marcel ed anche Nus godrà dei benefici effetti di tali insediamenti.
Il resto, comprese due guerre mondiali, è storia di oggi...




