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Conferenza: AI CONFINI DEL TEMPO - 'Buchi neri’, ponti di Einstein-Rosen, wormhole e la Macchina del tempo

Categoria: Cultura, Data: 24 gennaio 2019

Quando qualcosa va fuori dagli schemi lo definiamo “singolare”. Anche il cosmo può esserlo in alcune regioni, per esempio oltre l'orizzonte degli eventi dei buchi neri, i mostri del cielo per antonomasia. Oggi gli studiosi ritengono che possano esistere diverse tipologie di buchi neri, da quelli microscopici la cui origine è legata a fenomeni quantistici a quelli di massa stellare, resti di una stella implosa su se stessa, dai buchi neri detti di massa intermedia, protagonisti delle recenti scoperte sulle onde gravitazionali, a quelli supermassicci ospitati nei nuclei delle galassie, tra cui anche la nostra Via Lattea.

I buchi neri supermassicci sono studiati a Saint-Barthélemy nell'ambito del Progetto Nuclei galattici attivi, svolto in collaborazione con altri istituti, in Italia e all'estero. Ne è referente il ricercatore Paolo Calcidese, responsabile delle attività di didattica e divulgazione all'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

La conferenza analizzerà, con un linguaggio divulgativo, le proprietà di questi oggetti astronomici. Scopriremo così che i buchi neri – o meglio le singolarità spaziotemporali, come sarebbe più corretto chiamarli – permettono perfino di mettere alla prova, con rigore matematico e nel rispetto delle leggi della fisica, una possibilità che siamo soliti associare alla fantascienza più che alla scienza: quella del viaggio nel tempo.

«L’Osservatorio Astronomico identifica, con orgoglio, una realtà di eccellenza dell’offerta culturale e scientifica della Valle d’Aosta e l’alto livello di preparazione raggiunto dai ricercatori valdostani, ambasciatori in tutto il mondo, come ad esempio il direttore Jean Marc Christille nel progetto Antartide, del “savoir faire” valdostano – dice l’Assessore Laurent Viérin –. La Regione crede e investe nell'Osservatorio Astronomico come strumento di cultura scientifica, di sperimentazione pura, ma anche quale centro divulgativo di fruizione del mondo delle stelle per tutti i valdostani e i turisti. Un dato che testimonia l’importanza che l’amministrazione regionale assegna e ha assegnato negli anni all'Osservatorio Astronomico è l’impegno di 2 milioni 450 mila euro da parte della Regione, negli ultimi dieci anni».

«L’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che la Fondazione CRT sostiene continuativamente, è un centro di eccellenza scientifica nazionale e internazionale: un luogo di ricerca capace anche di parlare al grande pubblico, specie ai giovani, grazie alle numerose iniziative didattiche e di divulgazione», afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

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